HATHA YOGA, lo stile che ha conquistato l’Occidente

Lo Hatha Yoga appartiene alla tradizione Shivaita, tale forma di yoga fu creata da Goraksha Natha sulla base del buddismo tantrico tibetano. Hatha viene comunemente tradotto in “sole-luna”, ma anche come “forza-potenza”; quindi simbolicamente: l’unione (Yoga) della potenza del sole (Ha) e della luna (Tha), volta al dominio di tutti i gradi dell’essere.

La pratica dello Hatha Yoga si avvale di tecniche che tendono a superare la dualità del mondo fenomenico, ordinario, con la forza (virat) interiore, della volontà, (iccha) della conoscenza, (jnana) e dell’azione (kryia).

Tecniche dello Hatha Yoga tradizionale

SHAT KARMA = le sei purificazioni, che comprendono:

  • Neti = pulizia dei condotti nasali e delle narici
  • Dhauti = pulizia degli organi interni
  • Shank Prakshalana = pulizia dell’intestino
  • Bhasti = pulizia dell’ultimo tratto dell’intestino
  • Trataka = purificazione dello sguardo e della mente
  • Nauli = purificazione del plesso solare
  • Kapalabhati = purificazione delle nadi

Asana

ASANA è la forma, la sospensione del movimento in una posizione data; o anche: seduti, assestati, in maniera regale. Solitamente la posizione è preparata attraverso movimenti che riscaldano e sciolgono il corpo. Il cammino verso l’immobilità è lungo, e ognuno dovrà dosare i propri mezzi, riconoscere i propri limiti, agire con rispetto dei limiti del corpo, più lenti di quelli della mente, progressivamente salire verso l’obiettivo, discendere, compensare, rispettare l’asse della posizione, utilizzando a tal scopo il respiro, fino a raggiungere la coscienza totale del corpo (consapevolezza propriocettiva): condizione questa difficile da descrivere, può essere solo vissuta.

Pranayama

Il controllo del soffio vitale (respiro), ma anche controllo dei ritmi e dell’energia vitale (pranica). Il respiro è fonte primaria di vita, è lo strumento per eccellenza dello Hatha Yoga, in cui diviene “consapevolezza del soffio vitale” e quindi pranayama. Tale pratica evidenzia l’aspetto psichico del respiro portando gli asana (posizioni) a non essere una semplice attività ginnica, ma una vera e propria meditazione (dhiana), realizzando così quella unione (yoga) di corpo-mente-spirito che ci porta a percepire l’esistenza di un mondo interiore (cidakasha = spazio della coscienza), inesplorato e senza confini.

Il controllo da parte della mente (manas) del respiro (prana) consente il risveglio della consapevolezza organica, rende il corpo immune da qualsiasi attacco esterno. Il sistema immunitario, il sistema anabolico e catabolico sono attivati al massimo; esperimenti di bio-feedbeck negli studi di psico-neuro-endocrino-immunologia hanno evidenziato che in ogni parte del corpo (organi, apparati, ecc…) verso cui la mente porta l’attenzione e percepisce consapevolmente, si risvegliano al massimo le capacità funzionali e lo stato di vigilanza organica.
Nella vita ordinaria la mente (centro di comando) è così presa dal tentativo di dominare il mondo esterno da porre in secondo piano la tutela dello stato di salute, cioè di quel mondo interiore che più gli compete. Attraverso le tecniche di pranayama, la mente concentrata veicola prana attraverso le nadi (canali energetici) del corpo, utilizzando il ritmo respiratorio. La mente si placa e si rimuovono i blocchi psico-fisici. Gli antichi testi dicono: “Allorché lo spirito (respiro) è in pace, lo stato di yoga si avvera”.

Bandha

Letteralmente Bandha vuol dire chiudere, trattenere, arrestare. Con queste tecniche si controlla l’energia, il respiro e lo stato mentale, inducendo al Pratyahara (interiorizzazione/ritiro dei sensi). Riequilibra il funzionamento del sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico. Essi sono: Mula-bandha: agisce sul plesso sacro-coccigeo, assorbimento coscenziale nella propria origine. Jalandhara-bandha: agisce sul plesso glotto-faringeo. Uddiyana-bandha: agisce sul plesso solare.
Bhandha-traya: è la “presa” dei tre bhanda.

Mudra

Sigillo, matrice, gesto. Movimento gestuale, posizioni che simbolicamente indicano determinati stati di coscienza.

Kriya yoga

Letteralmente, azione che purifica. Esso rappresenta lo stato meditativo dello Hatha Yoga, il più elevato, complemento essenziale affinché la nostra pratica possa produrre quegli effetti fisiologici pranici e mentali che ci condurranno al successo, reintegrandoci nella condizione edenica dell’infanzia, l’età dell’oro, sconfiggendo la naturale tendenza al rallentamento dell’attività vitale sia fisica che mentale e spirituale. La pratica del Kriya Yoga attiva la circolazione pranica attraverso le nadi, la circolazione del pensiero su percorsi mentali, esaltando la consapevolezza percettiva del corpo, rimuovendo inoltre i blocchi psico-somatici.

Kindalini yoga

Si tratta di tecniche yogiche avanzate, che si occupano in modo specifico dei chakra (centri attivi di energia sottile, che rappresentano livelli e stati di coscienza), volte a risvegliare l’energia sopita di kundalini (l’energia vitale).
Kriya e kundalini fanno parte dello Hatha Yoga, ma possono essere anche pratiche a sé stanti.

Dharma yoga

Dharma è una parola sanscrita il cui significato è: leggi cosmiche, divine, universali, ma intende anche “la natura essenziale dell’essere in conformità al Principio unitario da cui emana, in corrispondenza alla Legge di Armonia e all’Equilibrio universale”. Individualmente rappresenta ciò attraverso cui si manifesta l’Armonia; può essere definita l’attività prodotta dall’essere conformemente al Principio, al fine di raggiungere la liberazione (Karma-dharma).
Lo yogin, il praticante, non potrà che operare in conformità di quelle leggi; tale via di risalita non è priva di rischi, richiede coraggio e forza interiore, ma lo yoga è una via per gli eroi ed essi non hanno paura di rischiare.

Lo Yoga, scienza perfetta, di proporzioni universali, il cui fine è di permettere all’uomo di compiere l’intera evoluzione, divenendo pienamente essere umano d’essenza divina. Yoga = congiunzione, scopo, meta suprema. La pratica di questa antica disciplina significa risvegliarsi alla vita, partecipi del tutto. Aprirsi ad una visione culturale Universale.

Conclusioni sullo Hatha yoga

La pratica dello yoga è una delle azioni più nobili che possiamo fare e che meglio esprime la condizione umana. La vita infatti non è semplice esistenza ovvero sopravvivenza ma è soprattutto sensorialità propriocettiva (vidya), attenzione sensoriale (jagrat), piacere appagante (bukta), voluttà (bogha), felicità (ananda). Solo questo è Prana, la ruggente vita da leoni, la sola vita degna di essere vissuta, poiché gli abbrutenti giorni da pecora deprimono ogni singola cellula del Nostro essere.
(da Prana Vidya di R. Laurenzi)

In definitiva, esistono molteplici stili di yoga, ma è lo Hatha yoga ad essere considerato il punto di partenza rispetto agli altri stili, nonché il più conosciuto in Occidente. È completo e sviluppa con armonia il piano fisico, psichico ma anche spirituale. È con questo Yoga del corpo (Hatha Yoga) che il praticante deve intraprendere i primi passi, praticando con regolarità e integrando lo yoga nella vita quotidiana, perché nulla di costruttivo può essere creato senza un organismo sano, senza un sistema nervoso equilibrato, senza un respirazione corretta. Le asana (posture) dello Hatha Yoga non sono acrobatiche. Agiscono in profondità sugli organi, sul sistema nervoso, sulla colonna vertebrale, sui visceri (stomaco, fegato, reni, intestino, ecc.), oltre che sulle ghiandole endocrine.

Le tecniche di respirazione yoga sono essenziali per la conquista della salute e della longevità. Respiriamo molto male, da qui la nostra mancanza di entusiasmo, dinamismo, e la scarsa resistenza alle malattie. Le tecniche di respirazione dello Yoga (pranâyama) purificano il corpo, lo energizzano, lo rivitalizzano attraverso una respirazione yogica completa e rilassante.

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